Pietro Novelli, il Monrealese
(Monreale, 1603 – Palermo, 1647)

Figlio d’arte, nel corso della sua venticinquennale carriera di artista rinnovò costantemente il proprio stile, assorbendo gli stimoli offerti dalla conoscenza, diretta o mediata, degli esiti della cultura internazionale coeva. Ventunenne, conobbe l’opera di Antoon Van Dyck che soggiornò a Palermo negli anni 1624-25. La critica ipotizza numerosi viaggi condotti dall’artista a Roma e a Genova; fondamentale, per gli sviluppi successivi della sua prassi artistica, fu un soggiorno a Napoli nel 1632. Alla ventata di naturalismo suggeritagli dalla pittura napoletana dell’epoca, subentrò una sorta di classicismo atemporale, di accademico eclettismo nell’ambito dell’ormai affermata civiltà barocca, caratterizzante in particolare l’ultima fase della sua produzione. Negli anni della sua maturità, viceré, aristocratici, esponenti della borghesia, monasteri, chiese, compagnie e confraternite, a Palermo come in altri centri della Sicilia, fecero a gara per possedere un Novelli. La nomina negli ultimi anni della sua vita ad architetto del Senato di Palermo e ad ingegnere della Regia Corte ne vide definitivamente riconosciuti genio e fama. Opere del Monrealese sono conservate, oltre che nei musei italiani, in alcuni dei più prestigiosi musei del mondo: il Prado, l’Hermitage, il Paul Getty Museum, il Kunsthistorisches Museum.